Admin
-
04:27:49 pm on novembre 9, 2008 |
SI TAGLIA NEL SOCIALE E NELLA SCUOLA…
… MA I SOLDI PER L’UBS CI SONO !!!
Una grave crisi economica
La situazione economica disastrosa che stiamo vivendo a livello internazionale segna il declino inesorabile del sistema occidentale basato sul liberismo e sul consumismo. Coloro che per anni hanno difeso il “meno Stato”, le privatizzazioni, il capitalismo più sfrenato e privo di sensibilità umana non solo hanno portato il nostro Paese ad una situazione in cui il precariato del lavoro e l’insicurezza nel futuro per molti cittadini, giovani in particolare, è ormai evidente, ma ha saputo drasticamente aumentare il divario fra ricchi e poveri, togliendo o diminuendo a questi ultimi soprattutto servizi pubblici e garanzie sociali con una politica di sgravi fiscali ai ricchi e alle grandi aziende da una parte e di tagli al servizio pubblico dall’altra. Ora, invece, di fronte a questa crisi ben più grave di quella del ‘29, questa stessa gente che continua a dirigere il Paese e l’economia, senza la benché minima coerenza cambia atteggiamento e chiede “più Stato”. E questo unicamente per salvare i propri profitti che si stanno sgretolando anche perché dall’altra parte del mondo, emergono paesi che una volta l’Occidente sfruttava (come la Cina socialista e l’India statalista), con i quali il nostro “libero mercato” non riesce a competere.Rubare ai poveri per dare ai ricchi
Come SISA non possiamo accettare la conversione all’intervento statale in economia di coloro che in questi ultimi anni hanno deciso di smantellare il servizio pubblico, tentando anche in Ticino di far progredire la scuola privata rispetto a quella pubblica (vedi votazione dell’8 febbraio 2001 fortunatamente bocciata dopo una mobilitazione studentesca). Egoistica e assolutamente intollerabile è dunque la logica di privatizzare i guadagni e di socializzare invece le perdite. Gli studenti e i lavoratori sono stati tartassati per anni per favorire l’economia privata e il padronato, e ora dovrebbero anche sacrificarsi per salvare gli imperi economici che stanno crollando? E’ vergognoso e qualificabile come “alto tradimento” degli interessi popolari, che il Consiglio federale regali 60 miliardi di franchi (delle nostre imposte) all’UBS, che non ci risulta essere un’azienda sociale di pubblica utilità. Dopo tagli alle scuole pubbliche, tagli alle assicurazioni sociali e pensionistiche, tagli nel personale e licenziamenti di massa nelle ex-regie federali, ora di colpo si trovano invece i soldi per garantire ai responsabili delle peggiori speculazioni borsistiche e finanziarie un futuro?Nessuna autocritica
Il governo e i vertici dell’economia non stanno analizzando le cause di questo disastrosa crisi, non stanno facendo autocritica, non stanno progettando soluzioni sostenibili; al contrario continuano da una parte la loro arrogante politica neo-liberista (vedi tagli del preventivo 2009 nel solo Ticino) snobbando gli studenti e i lavoratori e nel contempo stanno mettendo delle pezze per tirare (loro) ancora un po’ avanti, intaccando però le risorse dello Stato stesso, e ciò senza alcuna lungimiranza e senso civico.Necessità di riforme strutturali
Il SISA rivendica non solo investimenti nella formazione, nei servizi pubblici e nello stato sociale; ma pure il ritiro di ogni aiuto ai responsabili del crollo di un sistema economico basato sulla speculazione, sul saccheggio delle risorse naturali e sullo sfruttamento dei lavoratori e dei giovani precari. Riteniamo inoltre che sia necessario una maggiore sorveglianza democratica delle attività finanziarie nonché prendere in considerazione la possibilità di nazionalizzazione delle banche, rendendole un servizio pubblico atto unicamente ad una crescita economica sostenibile del paese (e non solo delle multinazionali!).
Facciamoci sentire
Invitiamo tutti i sindacati, i movimenti sociali e i partiti operai a promuovere una manifestazione unitaria contro i regali all’UBS e per le rivendicazioni suddette. Da parte nostra lavoreremo nelle scuole per sensibilizzare studenti e apprendisti.Bellinzona, 27 ottobre 2008
David Simoneta, OBe 10:26 am on novembre 15, 2008 | #
La scuola come le officine?
Purtroppo si: l’ennesima conferma che la crisi parte da detentori di potere che invece di fare il giusto hanno preferito fare la cosa più semplice per loro: speculare sul valore finanziario del mercato, diminuire le opportunità agli studenti,
tagliare i posti di lavoro alle officine.
Riusciremo a capire che la verità non è proprietà dell’uno o dell’altro orientamento politico? Riusciremo a imporre decisioni giuste a lungo termine e non lasciare che la pigrizia e per mancanza di responsabilità ci si orienti sempre verso la soluzione più facile a corto termine?
Il fatto che ne stiamo discutendo è di fatto il primo segno che ce la stiamo facendo!
Sidney Rotalinti 1:31 am on novembre 16, 2008 | #
Ne sono intimamente convinto, ma abbiamo maledettamente poco tempo
David Simoneta, OBe 7:52 pm on novembre 21, 2008 | #
Io penso piuttosto che chi ha fatto la frittata è stato maladettamente bravo a convincerci che abbiamo meno tempo di lui, in modo da fregarci ancora una volta:
I regali statali all’UBS basterebbero per 3 trasversali alpine;
Gli USA vorrebbero aiutare l’industria automobilistica che continua a costruire macchine che sfruttano solo un terzo dell’energia bruciata.
Perchè non sfruttare l’opportunità della crisi e finanziare le case automobilistiche solo se intendono sviluppare macchine elettriche a prezzo interessante e con un’autonomia di almeno 250 Km?
Reitijan 8:24 am on novembre 22, 2008 | #
Sia gli studenti che i salariati sono soggetti alla stessa politica “Sfascista” del corto termine: “fare soldi subito e se va male, aiuto statale subito per non tagliare troppi posti di lavoro”. E visto che il sacco di patate è sempre quello, se tolgo patate per salvare l’UBS, non ne avrò abbastanza per le scuole…
Cosa ci hanno detto il 7.3.08 i vertici FFS e il Consiglio Federale? “La situazione di FFS Cargo è gravissima: i tagli a Bellinzona sono quindi inevitabili, ma daremo un futuro allo stabilimento”.
Cosa dice il CdS agli studenti? “La situazione dei conti è grave: i tagli alle scuole sono inevitabili ma non intaccheranno la qualità dell’insegnamento!”.
Dove è finita la Svizzera lungimirante che a piccoli passi consolida le basi della propria società ed economia? Possibile che nella stanza dei bottoni elvetica debbano esserci soltanto esseri cravattati che hanno venduto l’anima alla religione del “mordi e fuggi”?
Sidney Rotalinti 11:22 am on novembre 23, 2008 | #
Dove è finita la Svizzera che mi hanno consegnato quando ero bambino?Purtroppo tra i cravattati del ‘mordi e fuggi’ ci sono anche tanti professori di università e tanti uomini di comunicazione che ci hanno propinato quell’ ideologia piratesca. Fino a pochi giorni fa potevi ancora mordere senza neanche dover fuggire, anzi, venivi applaudito. Era diventato un “mordi e mordi, rosicchia e rosicchia”.
Agricoltura Italiana: futuro incerto o ingiustificato pessimismo? - Pagina 5 - Tractorum.it - Forum 9:39 pm on giugno 18, 2009 | #
[...] [...]